CHI SIAMO

Il Centro buddhista Muni Gyana è stato fondato nel 1990 da Lama Thubten Zopa Rimpoce, grazie al desiderio e alla determinazione di Rodolfo Bajardi ed Elia Manto.

Lama Thubten Zopa Rimpoce è il direttore spirituale del Centro fondato con lo scopo di promuovere lo studio e la pratica del Buddhismo Tibetano Mahayana.
La caratteristica fondamentale di questa tradizione vivente è la grande motivazione del praticante che si assume la responsabilità universale di liberare non solo sè stesso ma anche tutti gli altri esseri dalla sofferenza.
Associazione a carattere non settario, non politico e senza fini di lucro, il Centro è affiliato alla F.P.M.T. (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana),giuridicamente riconosciuta come ente religioso dallo Stato con Decrto del Presidente della Repubblica (DPR) il 20/7/99.  Rete internazionale, che riunisce oltre 140 monasteri, centri di studio e di ritiro, case editrici, centri di cura e guarigione, che riconoscono S.S. il Dalai Lama come suprema autorità del Buddhismo Tibetano e ne traggono esempio ed ispirazione. Il Centro Muni Gyana, in acccordo con le finalità della FPMT, pone una particolare attenzione alla integrità e purezza nella trasmissione degli insegnamenti del Buddha, proponendo corsi di studio e insegnamenti con maestri e monaci altamente qualificati.      I corsi settimanali sono tenuti in forma  di condivisione tra praticanti.

L’FPMT è un’organizzazione dedicata a preservare e diffondere il Buddhismo Mahayana in tutto il mondo creando opportunità per ascoltare, riflettere, meditare, praticare e attualizzare gli insegnamenti inconfondibili del Buddha e basato su quell’esperienza che ha diffuso il Dharma agli esseri senzienti. Forniamo un’educazione integrata attraverso la quale le menti e i cuori delle persone possono essere trasformati nel loro più alto potenziale a beneficio degli altri, ispirati da un atteggiamento di responsabilità e servizio universale. Siamo impegnati a creare ambienti armoniosi e aiutare tutti gli esseri a sviluppare il loro pieno potenziale di infinita saggezza e compassione. La nostra organizzazione si basa sulla tradizione buddista di Lama Tsongkhapa del Tibet insegnata dai nostri fondatori Lama Thubten Yeshe e Lama Zopa Rinpoche

Il Centro è associato all’U.B.I. (Unione Buddhista Italiana)

Il centro vive grazie alla generosità dei soci. Per frequentare il centro occorre tesserarsi (20€/anno solare).

STATUTO

DENOMINAZIONE – SEDE – SCOPO

E’ costituita l’Associazione di Culto, ovviamente senza scopo di lucro, denominata:

“CENTRO MUNI GYANA”

associazione per lo studio e la pratica della filosofia e psicologia della religione Buddhista Mahayana Tibetana, con sede in Palermo , Via Grotte Partanna n. 5.

Articolo 2

Poiché il buddhismo è basato sul principio secondo il quale ogni essere umano ha un illimitato potenziale di evoluzione interiore, che può essere sviluppato e realizzato interamente attraverso specifiche pratiche dì meditazione ed un modo di vita che si basi sul rispetto degli altri e di se stessi, per questo il buddhismo in generale e più particolarmente l’attività dei Centro, si attua a tre livelli:

1) culturale, per le persone interessate ad aspetti filosofici;

2) filantropico per le persone che sono interessate agli aspetti umanitari e caritatevoli;

3) religioso, per le persone che dal buddhismo traggono una guida per la propria vita e per la propria evoluzione spirituale, aspetti che si realizzano sul piano pratico con la giornaliera opera di servizio e di impegno spirituale nei confronti dei Centro e dei suoi soci.

Il centro Muni Gyana ha quindi lo scopo di creare le condizioni favorevoli allo studio ed alla pratica della filosofia, della psicologia e della tradizione buddhista Mahayana sotto l’aspetto culturale e religioso e si ripropone anche di collaborare al mantenimento dell’igiene mentale e del benessere della collettività.

Il Centro, il cui programma è imperniato sugli insegnamenti dei Sutra e dei Tantra Buddhisti Mahayana del Tibet, come vengono tramandati nella tradizione dei Lama Tzong Khapa, riconosce S.S. il Dalai Lama, premio nobel per la pace nel 1989, come suprema autorità del Buddhismo e Lama Thubten Zopa Rimpoce o il suo successore da lui designato come direttore spirituale.

In mancanza di designazione o di rifiuto dei designato, l’Associazione farà riferimento alle indicazioni di S.S. il Dalai Lama del Tibet.

La sua fondazione è stata ispirata da Lama Tubten Yesce e da Lama Tubten Zopa Rimpoce ed è stata attuata da alcuni dei loro discepoli occidentali allo scopo di mettere a disposizione di tutti, questo patrimonio di saggezza, consentendo a ciascuno di attingervi secondo le proprie necessità.

Resta un principio di fondamentale importanza che il corpo degli insegnamenti si mantenga integro ed incontaminato nella sua essenza, nonostante alcuni mutamenti formali dovuti alle diverse circostanze, tempi ed ambienti.

Nell’ambito della propria opera istituzionale, il Centro si impegna ad organizzare e a promuovere incontri e manifestazioni volti a diffondere la conoscenza della pratica spirituale buddhista, assicurando:

1) il riordino e lo sviluppo di una grande biblioteca Buddhista, tenuta a disposizione di tutti gli interessati;

2) La collaborazione con scuole di ogni ordine e grado e con Università e con ricercatori privati per lo sviluppo di un fecondo rapporto tra la filosofia e la psicologia buddhista e quelle occidentali;

3) Convegni fra studiosi, docenti professionisti e studenti nei campi propri secondo le finalità istituzionali;

4) La creazione dì borse di studio per studenti e/o ricercatori meritevoli e per la formazione di traduttori dal tibetano;

5) La traduzione, la stampa e la distribuzione di testi tibetani originali e sanscriti;

6) L’assistenza agli anziani, agli ex carcerati ed ai carcerati ai sensi dell’Articolo 17, legge 26.7.1975 n.354, ai moribondi, ai tossicodipendenti, sia attraverso corsi di formazione per le persone che ne prendono cura, sia con 1’Intervento diretto e la creazione di apposite strutture;

7) Iniziative a favore della Pace nel mondo ed opere di beneficenza in generale.

8) Il centro si propone, inoltre come struttura in cui espletare il servizio sociale alternativo a quello militare di leva.

L’associazione, al fine di assicurare al meglio il perseguimento degli scopi istituzionali, si farà altresì, carico, a titolo strumentale e sussidiario dì organizzare:

  1. a) Corsi (ove possibile gratuiti, in ragione delle disponibilità contingenti), conferenze, manifestazioni culturali;
  2. b) Seminari di meditazione per tutti;
  3. c) Seminari dì Meditazione specifiche per insegnanti;
  4. d) Corsi teorici di medicina buddhista tibetana;
  5. e) Piani dì studio pluriennali;
  6. f) la diffusione di audiovisivi, libri, etc…
  7. g) Un bollettino;
  8. h) Viaggi e soggiorni a scopo non turistico.
  9. i) Attività di natura commerciale in modo subordinato all’attività istituzionale, in conformità alle normative civili e fiscali ìn vigore per gli enti non commerciali.
  10. j) Ogni altra iniziativa ed attività funzionali al perseguimento del proprio fine istituzionale.

L’associazione è membro della Foundation for the Preservation of the Mahayana Tradition con sede in California, USA, ed ha durata illimitata.

In particolare, l’Associazione mantiene, regola i propri rapporti con la Fondazione per la preservazione della tradizione Mahayana – Italia (Fondazione riconosciuta come ente religioso dallo Stato con decreto del Presidente della Repubblica il 20/7/99), tramite separata scrittura privata.

L’associazione è inoltre rappresentata in Italia dalla U.B.I. Unione Buddhisti Italiana (associazione dei Centri buddhisti) a cui è associata.

L’associazione si propone di perseguire i suddetti scopi avvalendosi della contribuzione degli Enti Pubblici e delle Amministrazioni Locali, nonché tramite convenzioni o altri rapporti con Provincia, Regione, organismi ministeriali, organi della Comunità Europea, eventualmente ottenendo finanziamenti erogati da tali Enti ed Organismi.

L’associazione potrà compiere ogni operazione commerciale, mobiliare, immobiliare e finanziaria che fosse ritenuta necessaria o utile al raggiungimento degli scopi su elencati.

L’associazione potrà collaborare con enti ed organizzazioni locali, nazionali ed estere, sia pubbliche che private, con finalità analoghe.

PATRIMONIO ED ESERCIZI SOCIALE

Articolo 3

Il patrimonio è costituito:

– da beni mobili ed immobili che diverranno proprietà sociale;

– da eventuali donazioni, erogazioni e lasciti;

– da eventuali “ibridi di riserva” costituiti con le eccedenze dì bilancio;

– da depositi bancari, titoli ed altro.

Le entrate dell’associazione sono costituite:

– dalle quote sociali,

– da liberalità e sovvenzioni di Enti pubblici e privati, nonché da persone fisiche;

– da redditi patrimoniali;

– da ogni altra entrata che concorre ad incrementare l’attività sociale, compresi gli avanzi derivati da manifestazioni organizzate e da partecipazioni ad esse;

– da entrate assicurate dalle attività strumentali sopra descritte, sempre prodotte nel chiaro perseguimento delle attività religiose, culturali e filantropiche del Centro.

Articolo 4

L’esercizio finanziario si chiude entro il 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio verranno predisposti dal Consiglio di Amministrazione il bilancio consuntivo e quello preventivo dei successivo esercizio.

SOCI

Articolo 5

Possono essere soci dei Centro, cittadini italiani e stranieri, indipendentemente dal loro credo politico e religioso e senza altre distinzioni, che avendo preso visione dello Statuto, concordino con i suoi scopi e riconoscano le funzioni e le attribuzioni del Direttore Spirituale.

Tutti i soci, in particolare riconoscono l’autorità di Lama Zopa Rinpoche quale direttore spirituale dell’Associazione e il legame, regolato da separato atto, con la Fondazione per la preservazione della Tradizione Mahayana Italia (FPMT -Italia).

Articolo 6

La qualifica di socio comporta la possibilità di frequentare i locali e le manifestazioni promosse dal Centro secondo le modalità stabilite dal Consiglio di direzione.

L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero e volontario, ma impegna i soci al rispetto delle decisioni prese dagli organi rappresentativi e arbitrali dei Centro secondo le competenze statutarie.

I soci, inoltre, dovranno osservare una condotta corretta e tale da non nuocere al buon nome dei Centro, ed in particolare all’interno dei locali dei Centro stesso dovranno rispettare le specifiche norme di comportamento che ne regolano la vita (fra le quali non togliere la vita a nessun essere animato, non rubare, non dire il falso, non commettere adulterio, non usare intossicanti).

In caso di comportamento difforme o qualora si manifestino motivi di incompatibilità dei nuovo socio con le finalità statutarie che rechino pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell’Associazione, il Consiglio direttivo ha la possibilità di revocare l’iscrizione.

L’ammissione dei soci avviene su domanda scritta degli interessati e viene accettata d’ufficio salvo ratifica da parte del Consiglio di direzione.

Tutti i soci sono tenuti al pagamento di una quota associativa annua nella misura decisa dal Consiglio di direzione.

Articolo 7

La qualità di socio può venire meno per i seguenti motivi:

– per decadenza (cioè per la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione);

– per delibera d’esclusione da parte del Consiglio dì direzione per accertati motivi di incompatibilità e di morosità;

– Le espulsioni e le radiazioni saranno decise dal consiglio direttivo a maggioranza assoluta dei suoi membri: i soci per morosità pagando, dietro domanda, essere riammessi pagando una nuova quota d’iscrizione.

A tale scopo il Consiglio di direzione procederà entro il primo mese dì ogni anno sociale o quando se ne ravvisi la necessità alla revisione della lista dei soci

AMMINISTRAZIONE

Articolo 8

Sono organi dell’Associazione:

– L’Assemblea dei soci

– il Consigliò Direttivo

– il Presidente del Consiglio Direttivo.

L’Associazione è amministrata da un Consiglio di direzione composto da un numero minimo di due persone ad un massimo di sei persone nominati dall’Assemblea dei soci tra i suoi membri.

Il Consiglio di direzione dura in carica tre anni, e comunque, fino all’Assemblea che precede al rinnovo delle cariche sociali.

Al termine del mandato i membri possono essere riconfermati.

In caso di dimissioni, decesso, decadenza od altro impedimento di uno o più dei suoi membri, purché meno della metà, il Consiglio di Amministrazione ha la facoltà di procedere per cooptazione all’integrazione del Consiglio stesso fino al numero statutario.

Alla prima riunione tali nomine saranno sottoposte alla ratifica dell’Assemblea.

Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione ed elegge il Presidente, il Vice Presidente, il segretario amministrativo e fissa le responsabilità degli altri consiglieri in ordine all’attività svolta dall’Associazione per il conseguimento dei propri fini sociali. Le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro dei verbali.

Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Nella gestione ordinaria i suoi compiti sono:

redigere i programmi di attività sociale previsti dallo statuto sulla base delle linee approvate dall’assemblea dei soci;

– curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea;

– redigere il bilancio o il rendiconto economico;

– compilare i progetti per l’impiego del residuo del bilancio da sottoporre all’Assemblea;

– formulare l’eventuale regolamento interno da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

– deliberare circa l’ammissione, la sospensione, la radiazione e l’espulsione dei soci;

– favorire la partecipazione dei soci alle attività dell’associazione;

– stabilire gli importi delle quote annuali delle varie categorie di soci.

Il Consiglio Direttivo può delegare parte dei propri compiti ad uno o più dei suoi membri. I membri del Consiglio non ricevono alcuna remunerazione salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute.

Articolo 9

Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione a tutti gli effetti. E’ rieleggibile senza limite alcuno. E’ eletto dal Consiglio Direttivo, tra un novero di nominativi scelti dal Direttore Spirituale.

Il Presidente di nazionalità italiana, dura in carica tre anni e comunque fino alla nomina di un nuovo Presidente.

Il Presidente dirige il centro e lo rappresenta a tutti gli effetti. Ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento di tutte le attività del centro.

Egli convoca e presiede il Consiglio Direttivo e l’Assemblea dei soci, sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall’associazione. Al presidente spetta l’ordinaria amministrazione e, in caso di urgenza, può agire anche per quella straordinaria dandone poi comunicazione al Consiglio Direttivo alla prima riunione per la ratifica; può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali e procedere agli incassi. Conferisce ai soci procura speciale per la gestione di attività varie, previa approvazione del Consiglio direttivo.

Il Presidente sovrintende in particolare l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo. Il Presidente o chi da lui delegato può allontanare immediatamente chiunque disturbi le attività dell’associazione.

Il Presidente nomina un Vicepresidente che in caso di impedimento o di assenza ne farà le veci.

Il Presidente può delegare al Vicepresidente e a uno o più consiglieri permanentemente alcune e solo temporaneamente tutte le proprie funzioni.

Articolo 10

I nomi dei componenti del Consiglio di direzione, con la menzione delle loro mansioni, sono comunicati tempestivamente all’autorità tutoria se il Centro è riconosciuto giuridicamente.

Il Consiglio di direzione si riunisce una volta a semestre e, comunque ogni qualvolta il Presidente o il Direttore Spirituale o due dei suoi membri lo ritengono necessario.

Le riunioni del Consiglio di direzione devono essere convocate mediante comunicazione scritta inviata ai membri con almeno cinque giorni di anticipo.

Sono valide se sono presenti almeno due dei terzi dei suoi membri e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, da un consigliere designato dal direttore.

In caso di parità il voto dei Presidente prevale.

Articolo 11

Il Consiglio di Amministrazione ha il compito:

– di deliberare sulle questioni riguardanti le attività dei Centro e sui modi di attuazione delle sue finalità, secondo le direttive dell’assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;

– di predisporre i bilanci consuntivi e preventivi da sottoporre all’Assemblea;

– di deliberare su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario che eccede l’ordinaria amministrazione (prestiti bancari, ipoteche, fideiussioni, procure ad negotia), chiedendo preventiva autorizzazione all’Autorità tutoria se l’organizzazione medesima è riconosciuta giuridicamente;

– di deliberare su ogni altra questione sottoposta al suo esame dal Presidente,

– di deliberare circa l’ammissione, recesso ed esclusione dei soci.

Il Consiglio di direzione nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio composte di soci e non soci nominate dal Consiglio stesso.

Il Consiglio di direzione, può delegare parte dei suoi compiti ad uno o più dei suoi membri.

ASSEMBLEA

Articolo 12

L’Assemblea sia ordinaria che straordinaria è costituita dai soci. Viene convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e per l’eventuale rinnovo delle cariche sociali.

Può essere inoltre convocata su richiesta del Consiglio di direzione, del Presidente stesso, o dei Direttore Spirituale o di almeno un decimo dei soci.

La convocazione dell’Assemblea e dell’ordine del giorno saranno comunicate ai soci con 8 (otto) giorni d’anticipo per e-mail, o per l’affissione all’Albo dell’Associazione.

Articolo 13

L’assemblea delibera in ordine alla nomina dei membri del Consiglio di direzione, sugli indirizzi e direttive generati dell’Associazione, sulle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto e su quant’altro ad essere demandato per legge o per statuto.

Articolo 14

Hanno diritto d’intervento all’assemblea tutti i soci in regola con il pagamento delle quote annue d’associazione in proprio o per delega ad un altro socio.

Ogni socio non potrà ricevere più di due delega.

Nelle delibere per l’approvazione del bilancio e in quelle che riguardano le loro responsabilità, i membri del Consiglio di direzione non hanno diritto al voto.

Articolo 15

L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di direzione, in sua assenza, dal Vice Presidente e in assenza di entrambi da persona nominata dall’Assemblea stessa, che provvederà anche alla nomina di un segretario e di due scrutatori.

Articolo 16

Spetta al Presidente il controllo della regolarità delle deleghe e del diritto d’intervento all’Assemblea in genere.

Delle riunioni dell’Assemblea sarà redatto su apposito libro, un verbale firmato dal Presidente, dal Segretario e se nominati dagli scrutatori.

Articolo 19

Le Assemblee ordinarie e straordinarie sono validamente costituite e deliberano con le maggioranza previste dall’art.21 c.c.

Quelle riguardanti i cambiamenti dell’oggetto sociale o l’estinzione dell’Ente sono validamente costituite sia in prima che in seconda convocazione con la presenza di almeno tre quarti dei soci e deliberano con la maggioranza di due terzi dei voti espressi.

Se il Centro otterrà la personalità giuridica, ogni successivo mutamento allo statuto verrà comunicato all’Autorità Tutoria.

Articolo 20

Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea, alla presenza dei 3/4 (tre quarti) dei soci e con il voto favorevole di almeno 3/5 (tre quinti) dei presenti in prima convocazione, e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti in seconda convocazione. Verranno designati uno o più liquidatori determinandone i poteri. Il patrimonio residuo dell’Ente deve essere devoluto alla Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana Italia (Fondazione riconosciuta come Ente religioso dallo Stato con Decreto del Presidente della Repubblica il 20/7/99) o, se impossibile, ad associazioni o ad Enti che perseguono scopo identico, analogo, affine o connesso al proprio, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3, comma 190 della legge 23.12.1996, n.662.

Qualsiasi controversia sorgesse in dipendenza dell’esecuzione o interpretazione del presente statuto sarà rimessa a giudizio di un arbitro amichevole che giudicherà secondo equità e senza formalità di rito, dando luogo ad un arbitrato irrituale.

L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo,

 

Articolo 21

Per quanto non previsto dal presente statuto valgono le norme di legge vigenti in materia.