Lama Monlam

[swm_dotline_heading font_size=”20″ text_align=”left” margin_bottom=”20″ section_id=”” ]Lama Monlam[/swm_dotline_heading] [swm_image src=”http://centromunigyana.it/Sito/wp-content/uploads/2012/11/unnamed-298×300.jpg” align=”left” link=”#” alt=”Lama Monlam” title=”Lama Monlam”] Lama Ciampa Monlam ” Preghiera d’amore ” è nato nei pressi del tempio del Jokhang a Lhasa, in Tibet, in una notte del 25 dicembre del 1926, da una famiglia di nomadi originari di Pushan, a sud del Potala. Sua madre Tashi Lamo era chiamata ‘figlia dei deva’ per via della sua bellezza, e suo padre Lobsang Sangye era un uomo di acuta intelligenza. All’età di quattro anni entrò nel monastero Ghelupa Tsecioling dove viveva suo fratello più anziano; quando ne ebbe dieci fu mandato al monastero di Sera-Je, nel Bati Kantse, dove ricevette la prima ordinazione da Reting Rinpoce, e all’età di vent’anni prese i voti di ghelong da Kyabje Lhak Tsum Dorje Chang Rinpoce. Al monastero di Tsecioling acquisì il titolo di ‘maestro di cerimonia’ per il tempio di Lokesvara, situato all’interno del Palazzo del Potala. Era presente quando il Dalai Lama nel 1954 diede la prima iniziazione del Kalachakra al Norbulingka, e sempre da Sua Santità ricevette più volte insegnamenti.
Si trovava a Lhasa quando i cinesi bombardarono il Potala e vi rimase per qualche anno travestito da laico.
Nel 1962 fuggì dal Tibet e si rifugiò prima nel nord dell’India, a Dharamshala, dove visse in condizioni di estrema povertà, poi, col benestare di Sua Santità, si recò in Nepal nel monastero Samtenling a Boudhanath, dove strinse amicizia con Lama Thubten Yeshe. Quando nel 1972 Lama Yeshe lasciò quel monastero per fondare quello di Kopan, a Lama Monlam fu offerta la carica di abate, a cui rinunciò per dedicarsi intensamente alla pratica meditativa. Trascorse i primi nove anni di ritiro in una minuscola capanna sulla collina di Swayambhu, dove sorge il Tempio delle scimmie, e dopo essere stato invitato da alcuni discepoli nepalesi a vivere e meditare presso il tempio di Vajrayogini a Pharping, continuò incessantemente le sue pratiche in relazione alle divinità di Tara Bianca, a cui è particolarmente devoto, di Vajrayogini e di Yamantaka. Lama è inoltre depositario della preghiera di “guarigione con il sale” tramandatagli oralmente.
A metà degli anni ‘90, dopo essersi prodigato per il restauro di vari stupa, cominciò ad avere alcuni discepoli occidentali, tra i quali Valentino Giacomin, fondatore di Alice Project, una scuola sperimentale per bambini con sede a Sarnath, in India. Nel 2005 ne divenne la guida spirituale, su indicazione del Dalai Lama, e grazie alla sua abilità di scultore, modellò le statue del tempio di Tara al suo interno; diresse inoltre i lavori per la costruzione di due stupa commissionati da Valentino.
Ha conosciuto l’occidente nel 2002 e nel 2006, durante la sua seconda visita in Italia, divenne consigliere e guida spirituale dell’Associazione Stupa Onlus di Pomaia, cominciando anche a dare insegnamenti in forma privata. Dal 2008 insegna, con cadenza quasi biennale, nei Centri italiani F.P.M.T. dove sempre più studenti
e discepoli ne apprezzano le straordinarie qualità. Dal 2005 è accompagnato, assistito e tradotto dalla giovane nipote Tenzin Tsomo, con cui vive a Pharping, nei pressi di Kathmandu, luogo sacro a Vajrayoghini, benedetto dalla meditazione di Padmasambhava e visitato da Marpa Lotzawa.
Lui si presentava così: “Voi avete incontrato molti grandi Lama, Rinpoche e Gheshe, ebbene io non sono un Rinpoche, non sono una reincarnazione, non sono neppure un Geshe, sono un semplice monaco . Perché vengo qui come insegnante? Alcuni dei miei amici mi hanno detto che, essendo stato in ritiro per molti anni, potrei essere di esempio e dare dei consigli che possono aiutarli nella vita. Così ho pensato che poiché pratico per aiutare altri, se le mie parole e i miei consigli possono aiutare la gente allora ho realizzato il mio scopo. Persino il mio guru, H.H. il Dalai Lama, mi ha detto che se puoi aiutare anche solo una persona questo è Dharma. Così sono contento di essere qui a condividere con voi la mia esperienza”.

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