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Sua Santità il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso

Sua Santità il 14° Dalai Lama Tenzin Gyatso, è il leader spirituale del popolo tibetano. E’ nato il 6 luglio 1935, in un piccolo villaggio chiamato Taktser nel nord-est del Tibet da una famiglia di contadini. Sua Santità è stato riconosciuto, all’età di due anni, come reincarnazione del suo predecessore il 13 ° Dalai Lama, e di conseguenza come un’incarnazione di Avalokitesvara, il Buddha della Compassione. Nel 1989 Sua Santità ha ricevuto il premio Nobel per la Pace per il suo impegno non-violento per la liberazione del Tibet.Dal 2011, Sua Santità si è ritirato dalla politica (la figura del Dalai Lama storicamente ricopriva anche il ruolo di capo politico del popolo tibetano) e si occupa esclusivamente degli aspetti spirituali.

Sua Santità ha viaggiato in oltre 67 paesi dei 6 continenti. Ha ricevuto oltre 150 premi, lauree honoris causa, e riconoscimenti per il suo messaggio di pace, nonviolenza, dialogo interreligioso, responsabilità universale e compassione. È anche autore o coautore di oltre 110 libri. Sua Santità ha dialogato con i leader di diverse religioni e ha preso parte a numerosi eventi per la promozione dell’armonia e della comprensione reciproca fra le religioni. Dalla metà degli anni Ottanta, ha intrapreso un proficuo dialogo anche con gli scienziati, in particolare quelli impegnati nei campi della psicologia, della neurobiologia, della fisica quantistica e della cosmologia. Ciò ha portato a una storica collaborazione tra monaci buddhisti e scienziati di fama mondiale, col l’obiettivo di studiare il funzionamento della mente umana e individuare approcci per sviluppare la pace mentale e il nostro innato potenziale. Grazie a questo incontri, inoltre, la scienza moderna è stata introdotta nel tradizionale piano di studi delle istituzioni monastiche tibetane in esilio.

Lama Thubten Yeshe

Lama Thubten Yeshe nacque in Tibet nel 1935 non lontano da Lhasa, nella città di Tölung Dechen a due ore di cavallo dal Chi-me Lung Gompa, che ospitava circa cento monache della tradizione Ghelug. Erano trascorsi alcuni anni dalla morte della loro erudita badessa e guru  quando Nenung Pawo Rinpoce, un lama Kagyü molto famoso per i suoi poteri psichici, giunse al loro convento. Gli si avvicinarono e gli chiesero: “Dov’è il nostro guru adesso?” Egli rispose indicando un villaggio vicino, ove, in quella specifica data, era nato un bambino, se lo avessero trovato avrebbero nuovamente incontrato la loro badessa incarnata. Seguendo la sua indicazione trovarono il giovane Lama Yeshe al quale posero numerose offerte e diedero il nome Thondrub Dorje.

In seguito, le monache portarono spesso il bambino al loro monastero per partecipare alle varie cerimonie e alle altre funzioni religiose che vi si tenevano. Durante queste visite, che a volte duravano per giorni, spesso rimaneva nella loro sala dell’altare e prendeva parte ai rituali con loro. Le monache, inoltre, gli facevano visita di frequente a casa dei suoi genitori, dove lo zio, Ngawang Norbu,  studente per il titolo di geshe del monastero di Sera, gli insegnava l’alfabeto, la grammatica e la lettura.

Anche se il ragazzo amava molto i suoi genitori, percepiva la loro esistenza piena di sofferenza e non voleva vivere come loro. Fin dalla tenera età espresse il desiderio di condurre una vita religiosa. Ogni volta che un monaco visitava la loro casa, chiedeva di poter andare con lui e di entrare in un monastero. Finalmente, quando ebbe sei anni, ricevette il permesso di entrare a Sera Je, un istituto in uno dei tre grandi centri monastici Ghelug situati nelle vicinanze di Lhasa. Fu condotto lì dallo zio, il quale promise alla madre del bambino che si sarebbe preso cura di lui. Le monache gli offrirono le vesti e tutto ciò che era necessario per vivere a Sera, mentre lo zio lo fece studiare molto duramente e con grande rigore.

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Lama Zopa Rinpoce

Lama Thubten Zopa Rinpoce nacque nel 1946 nel villaggio di Thami nella regione di Solo Khumbu, in Nepal, vicino all’Everest. Dalla sua casa natia poteva osservare il fianco della montagna e vedere Lawudo, dove si trovava la grotta del defunto Lawudo Lama. Mentre il suo predecessore apparteneva alla tradizione Sakya del buddismo tibetano, il Lawudo Lama stesso era stato un grande maestro degli insegnamenti tantrici completi della tradizione Nyingma. Per gli ultimi vent’anni della sua vita aveva vissuto nella sua grotta, frequentata da sua moglie e da due figli, trascorrendo tutto il suo tempo a meditare o a dare insegnamenti e consigli spirituali agli abitanti di Solo Khumbu e delle regioni limitrofe. La sua pratica rivolta al beneficio di tutti gli esseri era inesauribile e si narra che, nei suoi ultimi anni di vita, avesse trasceso completamente il bisogno di dormire.

Fin da piccolissimo, Zopa Rinpoce trascorreva la maggior parte del suo tempo a tentare di inerpicarsi sul ripido sentiero che portava alla grotta di questo lama defunto. Capitava di frequente che la sua famiglia dovesse recuperarlo sulla strada dissestata che percorreva, per farlo ritornare suo malgrado a casa. Alla fine, quando fu abbastanza grande per parlare, dichiarò che la grotta era sua e che lui stesso era l’incarnazione del Lawudo Lama.  Affermò inoltre, con grande determinazione, che il suo unico desiderio era quello di condurre una vita di meditazione. All’età di quattro o cinque anni, la sua convinzione di essere un lama incarnato fu sottoposta ad un esame pubblico da Ngawang Samden, un maestro meditatore Nyingma che viveva nelle vicinanze. Quando il giovane ragazzo fu ripetutamente in grado di identificare gli oggetti appartenuti al Lawudo Lama e superare altri test rigorosi, venne formalmente dichiarato come la corretta incarnazione de l Lama di Lawudo e ricevette la piena investitura della tradizione Nyingma. In seguito ricevette le iniziazioni tantriche di questa tradizione dal lama principale del Thami Gompa, noto affettuosamente come Lama Gaga (o nonno).

Il giovane Zopa Rinpoce iniziò la sua educazione a Solo Khumbu seguendo il metodo tradizionale tibetano, con l’alfabeto. Uno dei primi libri che lesse fu la biografia di Milarepa, il famoso poeta e meditatore dell’XI secolo. Quest’opera suscitò in lui un grande desiderio di diventare come Milarepa e di studiare sotto la guida di un lama così altamente realizzato come Marpa, il guru radice di Milarepa. Udì anche del monastero di Mindrol Ling in Tibet, il famoso centro che conserva e trasmette tutti gli insegnamenti e le iniziazioni della tradizione Nyingma, e desiderò intensamente  andarci per continuare il suo addestramento spirituale.

Ghesce Yeshe Tobden

Ghesce Yeshe Tobden nacque in una famiglia di contadini benestanti nel villaggio di Ngadra, a sud di Lhasa, nel 1926.
Studiò in Tibet nell’Università Monastica di Sera Me, finché non fu arrestato e imprigionato dagli invasori cinesi.
Fuggì dalla prigione e passò due anni a percorrere a piedi l’altopiano tibetano verso l’India.
Arrivato nella nuova patria, terminò gli studi e conseguì il diploma di Ghesce Lharampa presso l’Università Monastica di Sera Me, trasferita in India.

Nel 1979 Ghesce Yesce Tobden divenne il primo Maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa, dove insegnò per due anni. La sua sapienza e la sua grande compassione conquistarono il cuore di molte persone, che lo scelsero come guida spirituale.

Per quasi 30 anni della sua vita, Ghesce Tobden meditò in un piccolo eremo sopra McLeod Ganj (Dharamsala, India), tornando ogni due anni in Europa e negli USA per insegnare e ascoltare discepoli e studenti.

Morì in India il 31 luglio 1999, rimanendo nel corpo per 12 giorni, in assorbimento meditativo (tukdam), durante i quali non vi furono segni di decomposizione fisica.

Ghesce Ciampa Ghiatso

Ghesce Ciampa Ghiatso (Gyatso o Ghiatzo), affettuosamente chiamato “ghesce-la”, dai discepoli durante tutto il suo periodo di permanenza in Istituto, nacque in Tibet da una famiglia nomade di ceto medio, in una zona chiamata Dham, vicino a Lhasa. Ricevette i voti di aspirazione monastica da ragazzino, ma rimase in famiglia fino a tredici anni. Quando entrò a studiare nell’Università Monastica di Sera Je, Ghesce-la fece subito amicizia con un altro giovane monaco, di nome Thubten Yeshe (che divenne più tardi Lama Yeshe, il fondatore dell’FPMT). In seguito all’invasione cinese, nel 1959 fuggì in India, dove rinnovò la sua conoscenza dei testi canonici nel campo profughi di Buxa Duar. In seguito studiò nell’appena costituita Università di Studi Sanscriti, a Varanasi (l’antica Benares) e infine nel Collegio Tantrico Inferiore. Nel 1972 conseguì il livello più alto di Ghesce Lharampa, poi il diploma di Acharya (Maestro) e il titolo tantrico di Ngagrimpa.

Alcuni anni più tardi, dopo essersi impegnato in vari progetti di studio e ricerca di filosofia buddhista, Ghesce-la ricevette una lettera del suo vecchio amico Thubten Yeshe, che gli chiedeva di recarsi a insegnare in Europa. Nel 1980, dopo un periodo di insegnamento agli occidentali confluiti al monastero di Kopan (Nepal), arrivò all’Istituto Lama Tzong Khapa, dove rimase fino al suo trapasso, nel novembre del 2007.

Durante la sua permanenza in Italia, Ghesce-la tenne un enorme numero di corsi, di varia durata, sia all’Istituto Lama Tzong Khapa, sia in molti altri centri FPMT in Italia, Spagna, Francia e Inghilterra; in Italia accettò numerosissimi inviti per tenere conferenze in centri di tradizioni anche non buddhiste e associazioni culturali varie, e ricevette a colloquio privato un grande numero di persone. Il suo amore infinito, la sua compassione intelligente e la sua sapienza conquistavano i cuori ovunque andasse, e molte persone iniziarono il proprio percorso spirituale con la sua amorevole guida.

Oltre a questa intensa attività, dal 1983 al 1987 completò il commentario esteso di tre importanti trattati di buddhismo (Abhisamayalankara, Madyamakavatara e Abhidharmakosha) e spiegò altri testi importanti di filosofia e psicologia buddhiste, come corpo di studio e meditazione dell’appena nato Study Program per ghesce e maestro-istruttore. Dal 1988 al 2004, Ghesce-la insegnò tutti i trattati e i testi del primo Masters Program residenziale dell’FPMT e, dal 2005 al 2007, con Ghesce Tenzin Tenphel come insegnante-assistente, spiegò i soggetti del primo Basic Program residenziale FPMT.

Ghesce-la fu anche abate del monastero maschile di Nalanda in Francia, che visitava periodicamente, del monastero maschile Takden Shedrup Dhargye Ling e del convento femminile Shenpen Samten Ling.

Morì il 27 novembre 2007, ma restò nel corpo in assorbimento meditativo (tukdam) per una settimana, durante la quale non vi furono segni di decomposizione fisica. Il suo corpo fu cremato nell’area dell’Istituto Lama Tzong Khapa, con una tradizionale cerimonia tibetana, il giorno stesso della celebrazione annuale del trapasso di Lama Tzong Khapa (1357 – 1419).

Venerabile Tulku Gyatso Rinpoche

Il Venerabile Tulku Gyatso Rinpoche era nato in Tibet nel 1932; fu riconosciuto come la reincarnazione di Kelsang Namgyal celebre lama del collegio monastico Dzadrel Kantsen. Divenuto monaco all’età di 13 anni, Tulku Gyatso studiò al monastero di Bum Ning fino a quando nel 1960 fu imprigionato dai cinesi e condannato ai lavori forzati per tre anni con la sola accusa di praticare il Dharma.

Rilasciato dopo 21 anni, nel 1982 si rifugiò in India presso il nuovo monastero di Sera Je, rifondato nel Karnataka, dove nel 1994 ottenne il titolo di Gheshe, maestro perfettamente qualificato nell’esposizione di Sutra e Tantra. Dopo aver perfezionato le sue conoscenze nelle 4 classi dei Tantra nel monastero di Ghiume, rientra a Sera je per proseguire l’insegnamento e trasmettere la sua esperienza di maestro spirituale, realizzando il desiderio del Dalai Lama.

E’ stato in Italia dal 2000 su indicazione di S.S. il Dalai Lama e Lama Zopa Rinpoche. Molto conosciuto per la sua capacità di spiegare i testi ed offrire efficaci consigli sulla pratica, la sua profonda gentilezza, umiltà e saggezza, hanno conquistato il cuore di numerosi discepoli in tutta Italia.

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Ven. Lama Ciampa Monlam

Ven. Lama Ciampa Monlam (Preghiera d’Amore) nasce in Tibet nel 1926 da una famiglia di nomadi. All’eta di 4 anni entra nel monastero Tsecioling a Lhasa, dove viveva un suo fratello più anziano. Compito specifico del Gompa era quello della celebrazione quotidiana dei rituali al Palazzo del Potala, sia per il Dalai Lama che per il Governo Tibetano. Lì Lama Monlam riceve la formazione ed acquisisce il titolo di “Maestro di cerimonia”. Era a Lhasa quando l’invasore cinese bombardava nel 1959 il Potala. Vi rimane per qualche anno travestito da laico. Nel 1962 a causa dell’invasione Cinese fugge dal Tibet, si rifugia prima in India a Dharamsala e poi in Nepal al monastero di Samtenling a Boudhanath, dove stringe amicizia con Lama Thupten Yesce.

Nel 1972 Lama Thupten Yesce lascia il monastero per fondare Kopan offrendo a Lama Monlam la carica di Abate, che tuttavia rinuncia, decidendo di dedicarsi intensamente alla meditazione seguendo i consigli del suo maestro, spostandosi nei luoghi sacri nepalesi. I primi 9 anni di ritiro li trascorre in una minuscola capanna sulla collina di Swayambu successivamente, invitato da alcuni discepoli Nepalesi, si sposta a vivere e meditare vicino a Katmandu al tempio di Vajra Yogini a Pharping, benedetto alla meditazione di Guru Padmasambawa e visitato da Marpa Lotzawa e caro a tutte le tradizioni tibetane, dove risiede tutt’ora. Qui continua incessantemente la sua pratica meditativa in relazione a Tara Bianca, Vajra Yogini, Yamantaka perfezionando le sue doti di guaritore. A metà degli anni ‘90 comincia ad avere discepoli occidentali e diventa guida spirituale di una scuola sperimentale per bambini disagiati con sede a Sarnat e Bodhgaya nel nord dell’India. Lama è particolarmente devoto alla pratica di Tara Bianca cui a rivolto molte preghiere.
È depositario della preghiera di “guarigione con il sale” tramandatagli oralmente per guarire in special modo le malattie provocate dai “Naga”. Ha conosciuto l’Occidente nel 2002 tramite gli amici che lo hanno invitato in Italia. Dal 2005 è assistito e tradotto (parla solo tibetano) dalla nipote Tenzin Tsomo.

Ghesce Dondup Tsering

Nato nel 1971 in una famiglia di contadini a Tawang nell´Arunachal Pradesh, una zona dell´Himalaya Indiana vicino al confine con il Tibet.

All’età di quindici anni si trasferì al monastero di Sera Je e fu subito accettato nella classe di filosofia e si stabilì nella casa Drati-Kamtsen destinata ai monaci di provenienza di quella zona dell’Himalaya, sotto la guida di Lama Zopa Rinpoce. Inizialmente la residenza al monastero fu molto dura, perché non aveva abbastanza da mangiare e le condizioni di vita non erano molto buone. Fortunatamente dopo tre anni una signora di Trieste iniziò a sponsorizzarlo. Questo gli permise di seguire un percorso di studi molto impegnativo che durò 16 anni, fino all’esame finale di Ghesce Lharampa nel 2002.
Per completare gli studi frequentò per un anno il collegio tantrico Gyumed.

Dal 2004 al 2006 Ghesce Dondup Tsering è stato membro del comitato per la supervisione della costruzione del nuovo tempio per il Drati Kamtsen.

Dal 2005 al 2008 ha insegnato filosofia buddhista ai giovani monaci e ha fatto parte del comitato per gli studi filosofici di Sera-je, che si occupa tra l’altro
degli esami per gli studenti.
Nel 2009 Lama Zopa Rinpoce ha chiesto a Ghesce Dondup Tsering di diventare Lama residente presso il Centro Kushi Ling di Arco (Tn) e di insegnare anche in altri centri italiani.
Egli ha accettato volentieri, ricordando la generosità del suo mecenate italiano.

Il 14 aprile 2010 è arrivato in Italia e il 20 aprile ha dato i primi insegnamenti in Italia.

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Ven. Ghesce Lobsang Tenkyong
E’ nato nella regione tibetana del Kham nel 1958. Costretto all’esilio in India, nel 1982 ha proseguito gli studi presso l’Università monastica di Sera Je divenendo un Geshe Lharampa, il più alto titolo di studi conseguibile all’interno della tradizione gelug-pa.

In Italia diventa il maestro residente del centro buddhista di Padova, ma comincia a dare insegnamenti presso i diversi centri in cui veniva regolarmente invitato.

Ad oggi Geshe Lobsang Tenkyong non fa più parte della lista insegnanti FPMT, ma continua le sue pratiche per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Dagri Rinpoce è la reincarnazione di Pari (Dagri) Dorje Ciang, uno dei grandi Ghesce di Lhasa. Egli fu il maestro di molti lama, tra cui Lama Yesce. Dagri Rinpoce è nato in Tibet nel 1958 e lì ha vissuto nel periodo della rivoluzione culturale sino al 1976. Dopo la sua fuga dal Tibet, nel 1982 ha completato i suoi 17 anni di studio della filosofia buddhista e ha ottenuto il diploma universitario di Ghesce Lharampa.

Dagri Rinpoce si reca a dare insegnamenti principalmente in Europa e in Asia, è un apprezzato maestro negli insegnamenti del lam-rim, lojong, filosofia e dei commentari tantrici, conferisce iniziazioni, conduce puje del fuoco e cerimonie rituali.

Lama Zopa Rinpoce ha detto di Dagri Rinpoce: “La cosa molto bella di lui è che parla sempre di Lama Yesce, e desidera molto che l’FPMT abbia successo. È uno dei lama in cui Sua Santità ha grande fiducia ed è un detentore del lignaggio. ”

Dagri Rinpoce sente di avere una forte connessione con Lama Zopa Rinpoce e ogni giorno esegue una pratica di lunga vita per lui. Nella sua vita precedente, Dagri Rinpoce era il maestro e Lama Yesce era il suo discepolo. In questa vita Lama Yesce si è preso cura di lui. Quando morì Lama Yesce, Lama Zopa Rinpoce si assunse la responsabilità di portarlo fuori dal Tibet. Sua Santità il Dalai Lama si augura che in futuro Dagri Rinpoce insegnerà in Tibet e si prenderà cura delle tradizioni buddhiste.

Ad oggi Dagri Rinpoce non fa più parte della lista insegnanti FPMT, ma continua le sue pratiche per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Consigli di Sua Santità sulla pratica di Shugden

A seguito di lunghe e attente indagini, Sua Santità il Dalai Lama sconsiglia vivamente ai buddhisti di tradizione tibetana di coltivare la pratica dello spirito noto come Dolgyal (Shugden).

Egli ha dichiarato che, come leader buddhista, con una particolare preoccupazione per il popolo tibetano, è sua responsabilità di parlare delle conseguenze dannose di questo tipo di culto dello spirito.

Sua Santità ha chiarito che la decisione di seguire o non seguire i suoi consigli è una scelta individuale. Tuttavia, poiché si sente fortemente quanto sia una pratica negativa, ha chiesto a chi continua a praticare Dolgyal di non recarsi ai propri insegnamenti religiosi formali, i quali richiedono tradizionalmente lo stabilirsi di un rapporto maestro-discepolo. Grazie.

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